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Sociologia e Psicologia

La Decrescita Serena

Postato in Sociologia e Psicologia

La Decrescita Serena, di Michele Di Mauro


Meccanismi di potere, crescita e agire sociale sono sempre stati argomenti centrali nel paradigma scientifico della sociologia ed è essenziale,  soprattutto col trambusto degli ultimi anni e specialmente in Italia, per comprendere cosa sta succedendo e cosa c´è da correggere nelle nostre azioni.
<< Ci sono tre domande in questo mondo ci dice Woody Allen: Da dove veniamo? Verso dove andiamo? Che mangiamo stasera? Se per i due terzi dell´umanità la terza domanda rimane la più importante per noi abitanti del nord i sovralimentati del sovra consumo, non è più un problema. Consumiamo troppa carne, troppi grassi, troppo zucchero, troppo sale. Siamo minacciati dal sovrappeso. Rischiamo il diabete, la cirrosi epatica, l´eccesso di colesterolo e l´obesità[...] Dove andiamo? Dritti contro un muro.>> 
Sono queste le parole d´apertura di Serge Latouche nel suo "Breve trattato per la decrescita serena" un libro più che mai attuale, affronta temi che oggi affliggono e perplimono il territorio nazionale. Si evince l´economista, nel bilancio approntato,  mettendo in luce debiti di natura ecologica nei confronti dei paesi del sud e comunque emerge lo spirito del sociologo in quanto non sono i numeri a fare da indici ma bensì ciò che il PIL, grande contatore della crescita occidentale, non riesce a calcolare ...
Per arrivare al nocciolo della questione e per continuare in termini economici gli obiettivi da perseguire sono raccolti in otto punti, le otto "R" della decrescita, che riassumono cosa occorre fare per salvare il nostro pianeta. Per salvare il nostro futuro.
- RIVALUTARE: in una società che fa della morale richiamandosi a valori vecchi più della organizzazione  sociale è evidente, e sotto gli occhi di tutti, la perdita di significato. Onestà, trasmissione del sapere, il lavoro ben fatto ormai sono solo parole che danno aria alla bocca senza che si mettano in atto azioni che combacino con quanto decantato. L´altruismo dovrebbe prevalere sull´egoismo, così come il piacere del tempo libero sul lavoro e il locale deve essere rivendicato e ricercato respingendo il globale.

- RICONCETTUALIZZARE: occorre rivedere i binomi fondamentali, distinguere tra cos´è la vera ricchezza e cosa la povertà, per distinguere i bisogni reali, da quelli fittizi creati dai media.

- RIDISTRIBUIRE: ridurre il divario tra nord e sud. Cercare di risanare il debito nei confronti del sud non in termini di dare quanto prelevare meno. Ogni anno in Nigeria ci sono insormontabili carichi di rifiuti che vengono scaricati dagli occidentali.

- RISTRUTTURARE: occorre fare marcia indietro, quindi convertire le fabbriche, adeguare l´apparato produttivo. Riportando un esempio al contrario, nel periodo della guerra  le industrie impegnate nella produzione di automobili sono state adibite nel giro di pochi mesi all´assemblaggio di macchine da guerra.

- RILOCALIZZARE: valorizzare e incentivare la produzione locale. Questo è indubbiamente collegato alle autorità governative nazionali e locali. Il motto è: " ciò che può essere prodotto a livello locale deve essere mantenuto e accresciuto", quindi il locale che riesce a soddisfare i bisogni degli abitanti del posto. Questa non vuole essere una proposta di autarchia, ma potrebbe essere un eccellente modo per creare un circolo virtuoso, in modo da realizzare una catena di commercio e scambio con chi adotta la stessa politica. - RIDURRE: ridurre gli orari di lavoro, ricominciando a gustare la lentezza, sarebbe anche un modo per ovviare alla disoccupazione. Chiunque voglia lavorare ha il diritto di poterlo fare. Meno ore per persona comportano l´impiego di più lavoratori.

- RIUTILIZZARE/ RICICLARE: nessuna persona di buonsenso contesterà l´esigenza di ridurre i consumi. Ma gli stimoli dai poteri più alti sono ancora pochi. Per prendere spunto, un´azienda Svizzera che produce tessuti, ha ideato una fibra particolare che terminato il suo ciclo di vita si decompone automaticamente.

Occorre seriamente pensare al nostro futuro, non possiamo più fare orecchi da mercante, considerando che il turismo, quindi la pubblicità, quindi il petrolio, sono in cima alla scala dell´inquinamento credo non sarà eccessivamente complicato per nessuno comprendere quanto male stiamo facendo a noi e ai nostri figli.
Per esplicare a meglio ciò  che intendo dire il video qui di seguito sarà molto più esplicativo di quanto le mie parole possano raccontare.

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Martedì 28 giugno 2011

Michele di mauro