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Sociologia e Psicologia

Bellezza in Kilobyte

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Bellezza in Kilobyte, di Michele Di Mauro

E´ tempo di mare e paradossalmente solo ora, dinnanzi alla tanto temuta prova costume, ci si rende conto di ciò che non ci piace del nostro corpo ma chi decide cosa è bello e cosa non lo è?  Sul n° 6 di Giugno 2011 "Psychologies", rivista di settore, è stato pubblicato un sondaggio in cui venivano intervistate donne tra i 18 e i 64 anni. I dati riportano che il 56% delle donne ammette di trovarsi bella ... l´ 85% di loro hanno un´età tra i 18 e i 24 anni. Nonostante il dato possa risultare positivo abbiamo comunque un´alta percentuale delle intervistate che non si ritengono belle o che comunque non hanno raggiunto un grado di accettazione tale da permetterle di vivere in maniera totalmente tranquilla. Quindi un problema di autostima. Max Formisano, noto formatore di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), afferma in un suo scritto: "L´autostima è l´idea che ognuno ha di sé, il grado di fiducia nel proprio valore, nelle proprie capacità e nella propria importanza. Più semplicemente, è il voto che ci si dà , quindi è qualcosa di assolutamente soggettivo essendo il frutto della visione che abbiamo di noi stessi".

Quindi l´autostima è il prodotto di come ci vediamo. Gli esperti hanno distinto tra  "autostima globale", il giudizio complessivo della pluridimesionalità del sé, e "autostima selettiva" l´autovalutazione di una dimensione specifica individuale(intellettivo, artistico, fisico etc.).

Del resto già William James, nella prima metà del Novecento definì una sorta di equazione in cui definiva l´autostima come il rapporto tra sé percepito e sé ideale, dove il primo è l´impressione di ciò che abbiamo di noi mentre il secondo è ciò che vorremmo essere. E qui entra in gioco l´ambiente in cui viene a costruirsi l´immagine di sé. Nel corso dei secoli i modelli di bellezza sono incredibilmente cambiati: ieri erano in voga le donne dalle curve morbide, oggi si insegue un modello sempre più magro senza alcun difetto che sia un neo, un brufolo, un pelo o un capello fuoriposto. Tutto questo è un caso generalizzato dai media che grazie all´utilizzo sempre più massiccio e pesante dei programmi di fotoritocco rendono donne normalissime, bellezze inarrivabili, portando ad un forte disorientamento e stato di frustrazione soprattutto alle ragazze più giovani e insicure, di conseguenza aumentano disturbi gravi come anoressia, bulimia, binge disorder fino a scendere a quelli apparentemente meno seri ma comunque fortemente condizionanti come stress e ansia. Infatti nei paesi industrializzati, 9 ragazze su 100 tra i 12 e i 25 anni di età soffrono di disturbi del comportamento alimentare, di queste 1,5 nelle forme più gravi. Solo in Italia sono tre milioni di persone, e nel 90% dei casi si tratta di donne. I dati comunicati in occasione del Congresso dell´Associazione nazionale dietisti(Andid), confermano la drammaticità del fenomeno. Ovviamente come noto queste malattie non fanno distinzioni tra classi, si insediano tra i giovanissimi mediante i media sempre più utilizzati e con un´ esposizione con lassi di tempo sempre maggiori. E´ questo che ha spinto la crociata dei medici USA verso una bellezza più sana e più vera. Il "photoshopping",questo il termine usato per indicare la manipolazione digitale delle immagini, è deleterio così come lo spot di una nota merendina. Sul sito di repubblica si può vedere con i propri occhi il prima e il dopo i ritocchi digitali

http://www.repubblica.it/salute/medicina/2011/06/29/news/medici_usa_fotoritocchi-18401765/index.html?ref=search

L'American Medical Association si è proposta di sensibilizzare le agenzie pubblicitarie e gli esperti del settore (certo non c´è ancora un divieto ma di qui alla proibizione il passo è breve!). Intanto il caso ha messo in allarme anche Gran Bretagna e Francia che avvertono che il caso "photoshopping" ha bisogno di una regolamentazione, magari mediante l´uso di didascalie che dichiarino esplicitamente i ritocchi.

Una vera calamità a colori insomma, e come accade in tutte le catastrofi ... "Si salvino donne e bambini, o meglio, bambine!" Senza ironizzare troppo come si può notare dai dati riportati la fascia più influenzata appare quella delle giovani donne che immancabilmente mettono in allarme i più grandi.

Affrontare la situazione con i più giovani è una questione molto ardua ma che non va assolutamente presa sottogamba, anzi è un argomento che deve essere affrontato  nnanzitutto cercando di ricostruire una sana scala di valori continuamente messa nelle sapienti mani manipolatrici di spot pubblicitari e tronisti di turno. Ricostruire significa aprirsi al dialogo senza preconcetti comprendendo "le buone ragioni" delle loro opinioni e proponendo modelli alternativi e accettabili a cui rifarsi. Inoltre va ricordato che le parole arrivano sempre seconde ai fatti, nel senso che un buon esempio soprattutto da parte della persona che nell´ambito familiare ha assunto il ruolo di "guida" dovrebbe incentivare gli atteggiamenti positivi e scoraggiare i comportamenti malsani. Il tutto comunque dovrebbe essere affrontato, soprattutto nel periodo dell´adolescenza, all´insegna del dialogo; e se proprio non si riescono ad abbattere totalmente determinate resistenze spesso il negoziare può essere la via più efficace.

Quando invece il problema ha una stagione che ha visto sfiorire l'adolescenza e non ci sono tutori che si occupano di far notare quanto si é critici verso sé stessi? Semplicissimo tanto per riassumere quanto sopra detto puntualmente "l'ansia da prestazione" si presenta con l'arrivo delle vacanze: se iniziate a notare dinanzi allo specchio troppe cose di voi che non vi piacciono, iniziate una dieta drastica e cominciate a distruggervi con sfiancanti percorsi di rimodellamento in palestra, occorre senz'altro ritoccare qualcosa  ... le vostre convinzioni!

I punti essenziali da ricordare sono tre:

- Non esagerate con diete drastiche oltre a rovinare il tono muscolare e a spegnere la luminosità della pelle comportano un forte stress psicofisico che conduce dritto ad un impoverimento della lucentezza d'animo. Andare in ferie con il muso lungo non gioverà a nessuno, per cui è opportuno fissare quelli che nei brainstorming aziendali si definiscono "traguardi S.M.A.R.T":

Specifico: cosa, dove, come e quando la situazione sarà cambiata;

Misurabile: nel senso che occorre conteggiare gli oggetti coinvolti e i benefici;

Accessibile: poter accedere alle risorse e alle capacità necessarie per il raggiungimento;

Realistico: un punto d'arrivo possibile (perdere 1kg in una settimana è realistico,

perderne 10 è utopistico);

Tempo: Determinarlo in base a un tempo stabilito.

Quindi basta con massacri che non vi faranno che male, come nel più dei casi la questione si risolve con l'ovvio non raggiungimento dell'obiettivo (in quanto tutt'altro che S.M.A.R.T.), che non faranno altro che portare altra frustrazione e calo di autostima, con conseguente calo della socialità e dell'ottimismo.  
- Ricordate che una volta giunti in spiaggia non ci sarà nessun set fotografico ad attendervi quindi non ci diamo come obiettivo il raggiungimento della linea della modella X, tanto a quanto pare, chi più chi meno nessuno si è sottratto al miracolo digitale.

- Il nostro corpo ha un "meccanismo di photoshop integrato" quanto più stiamo bene con noi stessi, quanto più ci amiamo, tanto più brillerà di luce armoniosa e affascinante. Quindi sì all'esercizio fisico, ma sopratutto sì alla meditazione e alla cura dello spirito!

Per il resto, l'inverno è stato lungo e cupo è giunta l'ora di ricaricare le pile con una bella scorpacciata di raggi solari, nuove conoscenze e dinamiche serate estive.

sabato 3 luglio 2011