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Sociologia e Psicologia

GAMBLING GIOCO D’AZZARDO E DIPENDENZA

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Poker Poster

GAMBLING GIOCO D’AZZARDO E DIPENDENZA 

E’ ormai noto di quanto importante sia la dimensione ludica nel bambino, di quanto importante sia per il suo sviluppo, fisico, emotivo e sociale. Attraverso il gioco l’essere umano, sin dalla più tenera età, esperisce il mondo provando ad essere altro da sé, “facendo le prove generali” se così si può dire, di come affrontare la vita futura sperimentando la vittoria e la sconfitta: in questo senso non siamo molto diversi dalle altre specie animali. Il gioco non è legato esclusivamente all’età puerile ma l’uomo ricorre al gioco per tutta la vita. Le categorie di gioco  possiamo distinguerle in quattro categorie, come è indicato in “Les Hommes et les Jeux, Parigi, 1957” di Caillois:

  • I giochi di competizione: la lotta, la corsa, considerando anche i videogames in genere;
  • I giochi di simulazione: il teatro, la maschera, il carnevale, i giochi di ruolo, noto è il fenomeno di “second life”;
  • I giochi di vertigine: come le montagne russe, il jumping, l’altalena;
  • Il gioco d’azzardo: il gioco in cui risultato dipende dalla fortuna o dal caso.

 

L’ultimo di questi è tra i giochi più coinvolgenti, il suo fascino è strettamente legato all’incontrollabilità o speranza di controllo della riuscita, riveste un’appetibilità perversa e dannata. La dipendenza da gioco d’azzardo (detta anche gamblingmutuata dai giocatori di poker) è tra le addiction (dipendenze) più diffuse del secolo, in cui l’incertezza del sé e del proprio futuro necessitano di essere colmate mediante degli equivalenti funzionali. Il mezzo più potente utilizzato da questa forma di dipendenza é quello che potremmo definire “fast play”: in larghissima diffusione, noto è il fenomeno “gratta e vinci” o le ancor peggiori slot machines, ma nessun gioco è esente. I giochi ormai sono espressione della società e proprio come le mode, evolvono. Un tempo era in voga il gioco del lotto in cui si attendeva l’estrazione settimanale per scoprire l’esito della scommessa, col passare degli anni le estrazioni settimanali sono aumentate da una a due fino a giungere ad oggi che è prevista una terza estrazione settimanale. Il lotto ha perso molti “fan” che rincorrono ormai il “superenalotto” che mette in palio periodicamente cifre da capogiro capaci di mettere in subbuglio l’intero territorio nazionale e non, spingendo anche chi vive all’estero a superare il confine per partecipare alla scommessa periodica. Come affermava il padre fondatore della sociologia Emile Durkheim: “La causa di un fatto sociale non può che essere sociale”. Nelle società industriali tutto è rapido e si muove ad alta velocità, di qui la mente umana perde l’attitudine a pazientare e necessita, anche nel gioco, di avere un rapido riscontro. L’elemento comune a tutti i giochi d’azzardo è il rinforzo positivo ottenuto senza il minimo sforzo o la conferma delle teorie pronosticanti attuate dallo stesso giocatore. Il giocatore tipo esprime pensieri ricorrenti come: << se la slot la spegni e la riaccendi la vincita è garantita>> o ancora “mi devi dare il gratta e vinci con il numero basso perché quelli con il numero progressivo superiore a cinquanta non sono vincenti” potremmo continuare all’infinito, in sostanza l’atteggiamento di base è l’attribuire un modello logico al gioco, tipicamente umano. Nonostante sia noto che a sostanziare l’esito della maggior parte dei concorsi è il caso, chi invece apprende questo concetto ricorre a formule magiche, santi, santoni e scongiuri. A contornare il tutto perché sia realmente nocivo ci sono le pubblicità mandate in onda sulle reti televisive a chi di tanto in tanto non torna in mente l’assillante slogan “Ti piace vincere facile?!” o ancora la grafica e l’appetibilità degli stessi prodotti: si pensi ai nomi dei gratta e vinci “Vivere alla grande”, “prendi tutto”, “Turista per sempre”; titoli all’apparenza carini e familiari ma che fan leva sul bisogno in vista dell’attuale crisi in uno stato in cui l’unica speranza di ascesa sociale è rappresentata o dalla politica o da una vincita alla lotteria, di avere uno status economico agiato, di fare una vacanza o avere la libertà di decidere di allungarle. Va ricordato che tutta questa enorme macchina è gestita dallo Stato che per accludere una clausola salvifica per le proprie colpe ti dice “gioca responsabile”. Si nota per caso qualche incongruenza?!?!

STENDEREI UN VELO PIETOSO!

Semplicemente perché i dati in merito non sono dei migliori e semplicemente perché parlare con le mogli o i mariti dei giocatori d’azzardo quando vengono in consulenza è realmente avvilente ascoltarli. I dati statistici riguardo al gioco d’azzardo non sono facili da sondare. Un tempo era semplice individuare un giocatore dipendente, per lo più segregati nei luoghi deputati. Oggi chiunque è un potenziale giocatore dipendente, o meglio, chiunque sia in possesso di un personal computer con cui connettersi, perciò i dati numerici rilevati e rilevabili sono poco attendibili. La dipendenza da gioco d’azzardo presenta il più delle volte uno stato di co-morbilità, si presenta cioè insieme ad altre dipendenze, come l’abuso di sostanze soprattutto tabacco e alcol. Il giocatore tipo è una persona che generalmente ha una sorta di predisposizione al gioco infatti sono ricorrenti alcuni fattori di rischio come:

  • Perdita di un genitore in età formativa;
  • Separazione in periodo di formazione dei genitori;
  • trasferimento per anni nella casa di parenti;
  • frequenti trasferimenti di residenza;
  • scarsa empatia da parte dei genitori ;
  • grossi salti emancipativi
  • abusi psico-fisici.

 

Quindi di base potremmo individuare (nei più dei casi) una sorta di abbandono fisico, o anche solo psicologico, da parte della cellula formativa primaria. Ma ciò che preoccupa realmente gli esperti che hanno permesso di annoverare questa tra le più preoccupanti addiction è la sintomatologia estremamente condizionante. I sintomi comportati dal gambling sono:

 

  • Totale assorbimento della persona, fino a giungere ad uno stato di completa alienazione  (attesa, strategie di gioco, statistiche, recriminazioni, pensieri sui modi di procurarsi denaro).
  • Come ogni dipendenza c’è un approfondimento nel tempo per mantenere la tensione, quindi, maggiori investimenti;
  • Continui fallimenti nel cercare di ridurre o smettere di giocare quindi aumento della tensione da astinenza comportante una forte irritabilità della persona;
  • Trasformazione del gioco da passatempo a bisogno effettivo, unica panacea contro un malessere interiore;
  • Creazione di una vita distaccata dalla propria realtà familiare e sociale;
  • Comparsa di azioni legali per pagare o nascondere i debiti di gioco;
  • perdita di relazioni affettive significative poste in crisi dalla disforia, dall'irritabilità e dall'inaffidabilità del soggetto. Che comporta a sua volta altro stress che riverserà sulle altre persone dalle stesse da cui attingerà risorse per rinsavire o averne l’illusione.

Altri fattori di rischio connessi oltre all’abuso di altre sostanze comportanti dipendenza fisica sono legati all’impulsività della persona e il fatto che i giochi più in voga negli ultimi anni offrano uno stato di gratificazione immediata. Inoltre sono anche connessi al gambling dei disturbi dell’attenzione e di iperattività (ADHD), infatti negli ultimi anni la letteratura dedicata a questi problemi è concentrata nel trovare risposta alla correlazione tra disturbi dell’attenzione e gioco d’azzardo. Va inoltre ricordato che il celebre ”POKERSTARS” ha negli ultimi anni ingaggiato una sorta di ricerca determinando che il più delle mani di gioco erano decise dalle scelte dei rispettivi giocatori impostando il Poker come un gioco d’abilità … Ridefinirei un attimo il gioco d’azzardo ricordando che: “il gioco d’azzardo consiste nella scommessa sull’esito di eventi imprevedibili”. A questo punto mi verrebbe da chiedere all’amministrazione o agli stessi fautori della ricerca cosa hanno inteso per prevedibilità, considerando che ammesso che l’esito della mano di gioco possa essere riportata alle individuali scelte dei giocatori, quante possibilità abbiamo di prevedere le loro decisioni? Non è una visione un po’ azzardata?

Sono curioso!

Michele di mauro