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Sociologia e Psicologia

Amore e altri rimedi …

Postato in Sociologia e Psicologia

“Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione:

Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime.

Riempitevi la coppa l’uno con l’altro, ma non bevete da una sola coppa.

Scambiatevi a vicenda il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane.

Cantate insieme danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.

Come le orde di liuto che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.

Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia uno dell’altro.

Perché solo la mano della vostra vita può contenere i vostri cuori.

E state insieme ma non troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono distanziate, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

"Love" - Paola Fascia 2011                                                  Kahli Gibran

 

 

 

 

 

Potremmo dire che il contenuto dell’amore è un istinto naturale mentre le forme in cui si esplicita quest’amore è frutto dell’elaborazione culturale umana. Per comprendere l’amore occorre comprendere la vita e l’esistenza umana. Il cammino dell’uomo é costellato di incertezza, l’unica fonte di sicurezza è il passato, per questo il tipico affrontare situazioni nuove comportanti stress applicando modelli vissuti, spesso senza apporre modifiche agli errori commessi in precedenza con il risultato di rimanere impantanati in situazioni stagnanti o (come definiscono le terapie dell’anima orientali) karmiche negative,  riguardo al futuro l’unica sicurezza è la morte. Quando l’uomo nasce viene sbalzato da una situazione ben definita quale quella dell’istinto in quella dell’incertezza. L’uomo dotato di ragione vive nella consapevolezza della propria individualità e delle possibilità future. Questa sua coscienza di sé stesso come entità separata lo porta a riconoscere il fatto di “essere nato senza volerlo e che morirà contro la sua volontà” prima o dopo i suoi cari (Erich Fromm “l’arte di amare”), questa consapevolezza lo porta a sperimentare lo stato di solitudine. Quindi in primis potremmo definire l’amore come un bisogno primordiale di sfuggire allo stato di solitudine e di incertezza. L’uomo ha sempre cercato di sfuggire allo stato angoscioso di solitudine, nelle società tribali venivano effettuati dei riti con cadenza regolare che spesso prevedevano delle pratiche orgiastiche, alleviando lo stato di malessere, al ripresentarsi dei sintomi c’era la ripetizione del rito.  Questo perché il sesso allevia almeno momentaneamente lo stato di solitudine, infatti nelle nostre società il rito delle società arcaiche ha assunto e assume di volta in volta modificandosi sempre più velocemente forme diverse, facendo degli esempi il tipico caffè insieme, il riunirsi tutti per uno snack, l’aperitivo insieme, le cene regolari tra amici. Per chi invece non riesce ad integrarsi perfettamente in queste nuove forme ritualistiche ricorre a soluzioni rapide per abbattere più che forme di solitudine stati d’abbandono a droghe alcol e altre dipendenze che distolgano l’attenzione da quello status, divenendo la stessa forma di fuga modo e modello d’aggregazione. Il primo stato di simbiosi amorosa vissuta dall’individuo è l’unione ancestrale con la mamma. Il bambino vive per circa nove mesi in simbiosi con la madre sono due eppure un'unica cosa, fino ad una certa età finché l’individuo non  comincerà ad essere indipendente lo stato d’unione seppur meramente psicologico, continua a persistere come un sottile filo d’argento continua ad unire madre e figlio. E’ fin troppo nota la reazione del neonato che perde la madre dal campo visivo: inizia ad urlare e strimpellare all’impazzata. Questa prima forma d’amore formerà l’individuo per l’intera sua esistenza, definendo bisogni, limiti e modelli applicabili alle relazioni. Oggi la gente continua disperatamente a cercare l’amore, ma più che cercare qualcuno da amare cerca qualcuno che le ami, inseguendo un modello d’amore romantico largamente diffuso nelle culture occidentali attraverso il cinema, la musica e frasi strappa lacrime. In epoca vittoriana i matrimoni erano organizzati su “commissione” delle rispettive famiglie, l’amore veniva dopo … Oggi l’uomo (o la donna) occidentale vive nell’ottica dell’acquisto e del consumismo, l’uomo cerca di rendersi appetibile nella speranza di comprare il partner … attraverso il potere: macchine di lusso, denaro, oggetti e eventi costosi in genere. La donna invece cerca di rendersi attraente attraverso il corpo perdendo di vista il vero oggetto dell’amore, l’anima! Sono convinti che tutto quello che si può dare per attirare una persona si risolve sul piano fisico e materiale. Amare significa innanzitutto dare e darsi completamente perdendo di vista il concetto del dare come tolgo a me per dare a qualcun altro: le attenzioni, le carezze la cura e la comprensione sono cose che produciamo in quantità e più lo facciamo più ci verrà naturale farlo. Chi da è colui che è veramente forte. “l’esempio più elementare sta nella sfera del sesso. Il culmine della funzione sessuale maschile è nell’atto di dare; l’uomo da se stesso, il suo organo sessuale, alla donna. Nel momento dell’orgasmo le dà il suo seme. Se non può darglielo è impotente”. (Eric Fromm “l’arte d’amare”)  Il problema è che si è spesso bloccati dalla paura di non essere ricambiati. In tal proposito giusto perché la semantica non è altro che la forma in cui esplichiamo noi stessi vorrei fare una distinzione molto semplice tra AMARE e DESIDERARE. Amare significa non chiedere nulla in cambio, non voler nient’altro che amare. Chi ama con l’aspettativa o certezza di essere ricambiato non ama, desidera!

Altra convinzione radicata è quella che dell’amore non occorre sapere nulla, perché è naturale, perché è istinto. E’ istintuale l’innamorarsi non amare! L’amore si divide esattamente in quattro fasi:

  • LA CONOSCENZA: è il momento in cui conosciamo una persona e facciamo di tutto per riavere contatto con quella persona.
  • L’INNAMMORAMENTO: è lo stato di dipendenza puro dovuto alla liberazione di endorfine nel corpo che ci creano un effetto droga, l’assenza della persona può creare la sensazione di mancanza d’ossigeno. In questo periodo della relazione si tende ad idealizzare il partner apprezzando solo i pregi e ignorando i difetti, a questo punto si dovrebbero evitare le decisioni riguardanti il futuro anche perché è un momento carico di fantasie e aspettative.

  • L’AMORE MATURO: Questa è la fase più critica per una coppia, il primo vero grande test del rapporto, le possibilità di fallimento in questa fase sono altissime, infatti scompare l’aureola di perfezione e iniziamo a prendere coscienza dei difetti dell’altro. Vederlo o sentirlo non è più ormai un bisogno ossessivo in quanto in questa fase si è molto più sicuro dell’amore che l’altro prova per noi … questa è dunque la resa dei conti dove se non ci sono affinità di carattere, amicizia e soprattutto accettazione per quello che la persona è non per quello che vorremmo che fosse.
  • L’AMORE DI COMPARTECIPAZIONE: generalmente questa fase subentra dopo anni di convivenza, il partner ha sempre meno l’aspetto d’amante e più le sembianze di un familiare … paradossalmente la sicurezza e la stabilità divengono i veri nemici del rapporto, con sé portano un fagotto pesante chiamato routine in cui i giochi di seduzione possono portare a relazioni extraconiugali, che per rispondere all’esigenza di fuga dalla noia portano chi compie l’atto a ricercare la seconda fase dell’innamoramento.

Ma il problema più grande sta nell’amare se stessi, siamo così poco abituati ad allenare il muscolo dell’amore che risulta difficile persino amare sé stessi. Amare qualcun altro significa mettere da parte i propri egoismi ma non accantonare l’amor proprio. Amare se stessi significa innanzitutto conoscersi, ben poca gente ha un idea ben definita di se, per fare una prova provate a chiedere a qualcuno “come sei fatto?” risponderà con delle banalità a cui neppure egli crede o ancora provare in una determinata situazione a chiedere “cosa vuoi davvero?” la risposta nella maggior parte dei casi è ciò che non si vuole … tenere un diario descrivere i propri comportamenti i propri sogni e desideri può aiutare nel mondo dell’omologazione a rivendicare il proprio orticello di individualità. Il mondo dell’amore specie quello proprio è fatto di piccole cose, piccole sottigliezze che se colte possono migliorare di gran lunga la qualità della vita.

Un altro grande limite e la capacità di esprimere se stessi cantare a squarcia gola quando si è tristi, anche una canzone puramente inventata scrivere frasi a raffica di ciò che passa in mente, scarabocchiare un foglio usando i colori che più attraggono e un buon esercizio per riequilibrare l’energia psichica!

Per concludere la paura di essere soli attanaglia un po’ tutti ma non bisogna rinnegare lo stato di solitudine. Un problema che affligge soprattutto le nuove generazioni, dovuto anche all’avvento dei social network, è non riuscire a restar soli. Bisogna cogliere questi preziosi momenti come un modo per stare in compagnia di se, per ascoltare la parte più fragile di noi, senza che questi momenti eccedano, occorre guardare la propria persona come uno dei tanti amici da vedere anche solo per dieci minuti al giorno, dedicandogli tempo, ascolto e qualche coccola. Amare se stessi è il primo grande passo per imparare l’arte dell’amore non perdere tempo se vuoi diventare un grande artista!

 

21-08-2011  Michele di mauro