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Poesia

Il Gargano e la Sacra Grotta

Postato in Poesia

Per Calcante
che in nome dell'arciere Apollo era divinante,
il ricordo sopito nelle brume del tempo
e nella memoria degli uomini,
per Michele,
l'arcangelo rivelatosi all'uomo di Bisanzio*,
l'accordo di una nuova alleanza
avente per centro la grotta
ormai divenuta santa.
Lunga e diritta corre la via,
che ti raggiunge ai primi contrafforti,
attraversando la ventosa ed immutevole piana,
che già di Diomede, fu contrada,
poi,
assumendo le sembianze del peccato,
sale,
sfidando e conquistando il Sacro Monte
lungo la via,
che fu di Pellegrini e di Papi,
di Re e di Crociati
punto d'incontro,
rigeneratore di fede,
talvolta di ferro armata,
ma col sol fine di vedere Gerusalemme finalmente liberata?
Luogo senza età,
primitivo e selvaggio,
terrazzo naturale
ed osservatore millenario
degli scenari della storia,
ricca
negli archivi della tua arcigna memoria.
Montagna incantata,
di man divina toccata,
sei nuda nella tua brullità esteriore,
sei verde nel tuo cuore,
tutto ti è contrapposto
in un agglomerato di vite
dove tutto trova il suo posto,
anche il mare,
che tutt'intorno ti sale e lambisce le tue coste
ora con alte falesie frastagliate,
più in là,
con spiagge di sabbia dorate o acciottolate.
E poi,
quando scende la sera
e la brezza di terra si ritrova con quella del mare
è fin troppo facile poter sognare.

Rino Salvatori
20 settembre 2011
 
*Lorenzo Maiorano, Vescovo