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Poesia

Versi di Luigi Capuano

Postato in Poesia

I versi che seguono furono scritti in Manfredonia (fg) il 27 febbraio 1837 da Luigi  Capuano, in occasione della morte della madre. Capuano era un sacerdote cattolico, era insegnante e credeva nell’unità d’Italia, in un’Italia diversa. Posso proporli grazie alla sensibilità  di suo pronipote Eugenio che mi ha dato anche il permesso di pubblicarli.

Che infin protrarre ad altri dì la vita
Qual altro reca pro ? Sol si dilunga
L’alto dispetto di veder mai sempre
La virtù sfortunata errar raminga
Del delitto insolente innanzi al ceffo ;
L’ orfanello oppressato e l’opulento  
Insaturabil  avventar l’artiglio
Sul misero che geme e disastrarlo ;
Il turpe all’onestà preposto : il forte,
Di cui son leggi e ghiribizzo e voglia
Sul debile calcar , che indarno grida
A giustizia e pietà : veder il saggio
Sempre invilito, e l’ignoranza crassa
Levata in su con laudi a vil mercate
Prezzo d’onor prostituito : l’ atra
Calunnia riversar l’ invelenita
Coppa del suo livor su l’innocente
Addentarne la fama e farne scempio ,
E ‘l credulo mirar dagli occhi loschi
Che indiscreto sorbendo i lacci orditi
L’incolpevol sovente a morte danna :
Veder gl’iniqui affratellarsi e i buoni
Perseguiti e diserti … E in mezzo al nembo
Di cotante sciagure alfin la morte
Qual scoppia il tuon tra la bufera urlante
I più cari t’ invola e in un la speme
Di rivederli ne rapisce e sperde.
 
Manfredonia,  27 febbraio 1837
Luigi Capuano
 
17 maggio 2011
Stanato 1