NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito web utilizza Google Analytics, un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google"). Google Analytics utilizza dei "cookies", che sono file di testo che vengono depositati sul computer del navigatore per consentire al sito web di analizzare come gli utenti utilizzano il sito. Le informazioni generate dal cookie sull'utilizzo del sito web da parte dell'utente (compreso il suo indirizzo IP) verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare l'utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google può anche trasferire queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google. Google non assocerà l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'utente può rifiutarsi di usare i cookies selezionando l'impostazione appropriata sul proprio browser, ma ciò potrebbe impedirgli di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web. Utilizzando il presente sito web, l'utente acconsente al trattamento dei suoi dati da parte di Google per le modalità e i fini sopraindicati.
Modalità del trattamento
I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti. Specifiche misure di sicurezza sono osservate per prevenire la perdita dei dati, usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati.
Diritti degli interessati
I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell'esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l'origine, verificarne l'esattezza o chiederne l'integrazione o l'aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 del d.lgs. n. 196/2003). Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento.

Nato nella Tana

Sei qui

Chi è online

Abbiamo 108 visitatori e nessun utente online

Il torrente che spazza via la la guerra

 

A volte le immagini sono più esplicite di un testo perchè meglio riflettono la realtà. Nella fotografia un innocente bimbo intento a bere del latte da un biberon, fa la pipì in testa ad un militare acquattato su una scalinata, in uno degli attuali confitti in atto. Il torrente che spazza via la la guerra, ritengo sia questo il messaggio che appare ed il miglior titolo per la foto.
Sono questi i messaggi subliminali che ci piacciono, al contrario di quelli con i quali ci hanno bombardato la mente per farci accettare decisioni poco trasparenti.
Un esempio per tutti: " la pistola fumante " nelle mani di Saddam Hussein usata dal Presidente Busch jr. per poter scatenare la guerra in Irak e completare il lavoro iniziato dal padre, quando con il " Desert Storm "ando in aiuto del Kwaitinvaso da Saddam per attuare il " Grande Irak " (è il caso di ricordare che sul suolo iracheno non furono mai trovate armi di distruzione di massa o armi chimiche, al di fuori di quelle date a Saddam Hussein, dagli stessi americani, quando supportavano il dittatore iracheno nella guerra contro l'Iran rea di essere una " Nazione canaglia "). Orbene le stesse tecniche mediatiche sono state usate contro Gheddafi, non che il Colonnello non le meritasse o fosse privo di colpe, una dittatura si mantiene con il pugno fermo, mantenedo sotto pressione l'esercito e tenendo costantemente sotto scacco la popolazione, ma l'inganno riguarda anche noi spettatori, colpevoli di non reagire.
Sul territorio libico, gli interessi del ricco occidente con riflussi neocolonialisti mai del tutto sopiti, non si fermano alriposizionamento energetico delle più quotate multinazionali del petrolio, del gas e dell'uranio, gli analisti più attenti pensano a qualcosa di diverso, intanto Gheddafi aveva dichiarato di voler usare per le transazioni dei prodotti petroliferi ildinaro d'oro in cambio del dollaro USA, volendo imporre la propria moneta anche al resto dell'Africa, questa nuova fase avrebbe provocato non poche noie e problemi alla già disastrata economia a stelle a strisce, e gli USA non avrebbero potuto permetterlo. Ma la grande sorpresa è un'altra, sotto il deserto, c'è un mare  di acqua dolce fossile vecchia 40.000 anni, esteso quanto la Germania Unita, si stimano 35.000 chilometri cubici di acqua dolce, a soli 100 metri di profondità.Immaginiamo cos'è possibile fare oggi, con le tecnologie irrigue a disposizione ed un quantitativo così consistente di acqua. La Cirenaica potrebbe ritornare ad essere come nel suo lontano passato il  giardino del nord Africa, con orti e colture estensive. Gheddafi ha già progettato e costruito un acquedotto che captando l'acqua sotto il deserto, la porta fino a Tripoli risolvendo il problema acqua della regione.
Dunque anche l'acqua è una delle concause celate di questa guerra, iniziata e voluta dalla Francia, che ci ha visti coinvolti per non essere estromessi dagli interessi delle numerose ed importanti aziende, anche a partecipazione statale, che operano in Libia nei più diversi settori, dalle strade, al petrolio passando per il gas fino alle forniture militari, di armamenti e tecnologie. Altro che difesa della popolazione civile. Una questione economica, solo una sporca questione economica. Una gran fetta di interessi che probabilmente l'Italia avrebbe visto ridimensionare o avrebbe potuto addirittura perdere, se fosse restata militarmente fuori dal conflitto.
Con il tempo questo questo sarà palese. Non sarà tardi?
Oggi però, mi piace pensare  che quel bimbo possa spegnere la guerra.

sabato 14 maggio 2011
Rino Salvatori