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Cultura

Tradire

Postato in Cultura

di Cristiano Maiorino

Termine usato e abusato, oggi sinonimo di inganno, di mancanza, di uccisione di una illusione.

Analizzando la parola in modo semplice, mi viene da pensare che tradire possa semplicemente essere interpretato come: desiderio, voglia di 'andare oltre il detto'.

In questo senso i traditori sono le persone migliori, quelli che riescono a percorrere nuove strade, i pionieri, i ricecatori indipendenti, i rivoluzionari.

Nella coppia il problema è un altro. Prendiamo il tra-dimento come un qualcosa che ci colpisce per numerose ragioni: perdita del territorio (qualcun altro è 'entrato' in quel territorio che è rappresentato dall'altro/a), autogiudizio (non valgo più? Chi sono per lui/lei), comparazione (credo di essere migliore dell'altra/o), orgoglio, perdita dell'esclusività fisica.

E l'amore? Dov'è l'amore nel tradimento?

Il tradito, per me, dovrebbe chiedersi: dove ho sbagliato? Perché il mio amato/a ha dovuto cercare altro?

Il traditore dovrebbe chiedersi che amore ha nel cuore.

Ma l'amore che ruolo riveste nel caso? L'amore non ha limiti, è incondizionato. Accetta l'altro che sia malato, alcolista, donnaiolo/omaiolo, l'Amore.

Infine lancio un'idea, che rimbalza nella mia anima da tempo.. sappiamo tutti benissimo che oggi è notevolnete aumentata la cosa tra le coppie... Non sarà che la divergenza sia in effeti una necessità? La necessità naturale di spingerci nelle braccia dell'altro/a, una necessità di unità e non di separazione?

non è che lo statuto dell'amore di coppia sia in fondo un po' obsoleto per le necessità dell'umanità, e che si obbedisca ad un tam-tam interiore che propone un abbraccio multiplo e non più limitato? Non sarà che fra mille anni capiremo che l'amore si amplia e non sostituisce? Si aggiunge e non scalza?

se accettassimo di inforcare gli occhiali di nuove visioni, magari capiremmo che ciò che oggi vien visto come processo malvagio sia invece un inconscio desiderio di abbraccio universale? Si parte dall'uno, che diventan due, che diventan molti (Lao Tse)