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Ambiente

Rifiuti - Smaltimenti

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La cronaca degli ultimi anni dimostra che la gestione dei rifiuti, spesso delegata esclusivamente agli addetti ai lavori, rappresenta invece, una questione centrale per il governo di un territorio, fondamentale per qualificare gli aspetti dell'esistenza di una comunità.
Tutti abbiamo il dovere di chiederci se la produzione di rifiuti, nella quantità in cui oggi li generiamo, sia la conseguenza inevitabile della produzione industriale e del consumo di massa, o se non sia piuttosto il frutto di scelte strategiche di forze e organizzazioni impegnate in una corsa verso la crescita illimitata, senza preoccuparsi dei danni che questo modo di produrre e consumare infligge all'ambiente.
Azzerare i rifiuti non rende meno urgente il compito di governarli.
L'obiettivo primario è la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti, eliminando o riducendo il commercio e la produzione dei prodotti usa e getta, concepiti per trasformarsi in brevissimo tempo in rifiuti.
Ugualmente importante è il recupero di materia, cioè il riciclo, ottenuto solo attraverso la diffusione capillare della raccolta differenziata sia dei rifiuti urbani sia di quelli industriali.
Il riciclo comporta comunque dei costi molto alti in termini di impatto ambientale; vetro e metalli per essere riciclati devono subire processi di fusione ad elevate temperature.
Accanto al riciclo, bisogna considerare anche il riutilizzo dei prodotti, più economico rispetto al riciclo in termini ambientali, alcuni tipi di bottiglie ed altri contenitori in vetro possono essere lavati e riutilizzati decine di volte.
L’argomento beni elettronici merita un capitolo a parte. Le industrie produttrici dovrebbero provvedere al ritiro, alla rigenerazione o all’ammodernamento e al riutilizzo degli stessi.
Dobbiamo inoltre aggiungere che l’industria del riciclaggio genera a sua volta rifiuti che vanno smaltiti. Subentra quindi il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti, attraverso il conferimento in discarica o mediante
incenerimento, entrambi inquinanti.
Per quanto concerne la produzione di energia tramite incenerimento vi sono scuole di pensiero differenti, in Europa si punta a grossi impianti che producono più energia, in Giappone si prediligono piccoli impianti di pirolesi.
 
Riteniamo pertanto, che l’attuale modello di sviluppo non sia più sostenibile nel lungo termine, le politiche industriali dovrebbero prediligere un sistema economico che riduca al minimo il consumo delle risorse e la produzione dei rifiuti, che aumenti la durata della vita e l’utilità degli oggetti, che ricicli le materie prime e introduca innovazioni tecnologiche per
attenuare l’impatto ambientale dei processi produttivi, ponendo al centro dell’economia il ben comune e non il profitto.

5 aprile 2011

Pino Saggese
Coordinatore Circolo Peppino Impastato SEL  Foggia